Omegna con i bambini: nel paese di Gianni Rodari il viaggio entra nelle favole

Un treno chiamato Freccia Azzurra, un Barone che vive su un’isola in mezzo al lago, una ludoteca nella quale i bambini possono finalmente trasgredire qualche “no” degli adulti. A Omegna, sulla sponda settentrionale del Lago d’Orta, la fantasia ha un indirizzo preciso. È la città in cui nacque Gianni Rodari e dove le sue storie sono uscite dalle pagine dei libri per trasformarsi in giochi, passeggiate, enigmi e piccoli viaggi.

Per una famiglia può essere l’idea giusta per un fine settimana diverso, soprattutto se i bambini hanno già collezionato abbastanza giostre, scivoli e parchi divertimento. Qui non si viene per salire sull’attrazione più veloce. Si viene per giocare con le parole, inventare storie e scoprire che persino una città può diventare il pezzo di una favola.

Omegna, dove tutto comincia

Il viaggio ha un dettaglio che fa la differenza: Gianni Rodari non è stato scelto come personaggio attorno al quale costruire artificialmente un’attrazione turistica. È nato proprio a Omegna, nel 1920.

La città e il lago appartengono quindi alla sua geografia personale e letteraria. Ed è forse questo a rendere l’esperienza più interessante anche per gli adulti: mentre i bambini inseguono personaggi e storie, i genitori attraversano una piccola città piemontese affacciata sull’acqua, con il Lago d’Orta a fare continuamente capolino.

Il Parco della Fantasia Gianni Rodari, infatti, non coincide con un recinto pieno di attrazioni. Le sue esperienze sono distribuite in più spazi e arrivano fino alle strade di Omegna e al territorio circostante.

Entrare nel Museo Rodari significa cominciare a giocare

Il Museo Rodari non chiede ai bambini di camminare in silenzio davanti a una fila di teche. È stato concepito come uno spazio interattivo nel quale avvicinarsi alle parole e all’immaginazione dello scrittore attraverso il gioco.

Ed è probabilmente questo il modo migliore per raccontare Rodari a un bambino.

Non presentarlo come “un autore importante della letteratura italiana”, ma lasciare che sia una storia a fare il lavoro. Una parola ne chiama un’altra, un errore può diventare l’inizio di un racconto e ciò che apparentemente non ha senso può essere il punto di partenza per inventare qualcosa che un minuto prima non esisteva.

È la lezione della Grammatica della Fantasia tradotta in esperienza. Le attività del Parco comprendono laboratori creativi, spettacoli, giochi e passeggiate narrative ispirati proprio al metodo rodariano.

Alla Ludoteca del Bambino di Gesso si può disobbedire

Poi arriva uno dei posti che probabilmente incuriosirà di più i bambini: la Ludoteca del Bambino di Gesso.

Il nome viene da un personaggio rodariano: un bambino talmente obbediente da rispettare tutti i divieti imposti dagli adulti.

A Omegna hanno deciso di ribaltare il gioco.

La ludoteca propone dieci angoli di gioco, attività creative e sensoriali e laboratori nei quali sperimentare, toccare e provare. L’idea di fondo è semplice e molto rodariana: per qualche ora si può uscire dalla gabbia dei continui “non fare questo”, “non toccare quello”, “stai fermo”.

Per i più piccoli esiste anche la Mini-Ludo, con letture animate, giochi e attività pensate per le prime scoperte. La programmazione cambia durante l’anno: la ludoteca per le famiglie è normalmente attiva nei fine settimana da ottobre a maggio, mentre nei mesi estivi gli spazi vengono utilizzati per i centri estivi.

Nel 2026 è arrivata anche la Freccia Azzurra

C’è poi una ragione in più per programmare il viaggio adesso.

Nel marzo 2026 è stato inaugurato Le Fabbriche del Gioco, il terzo museo del Parco della Fantasia.

L’ingresso porta dentro un’altra storia. Il percorso è stato immaginato come un grande gioco dell’oca ferroviario: si viaggia idealmente sulla Freccia Azzurra, il treno che rende omaggio all’omonima opera di Rodari, attraversando tre stazioni-paese.

Qui il museo smette ancora una volta di comportarsi da museo.

Sul percorso compaiono caselle da attraversare, indovinelli, schermi, giochi digitali e meccanismi da azionare. Si tirano fili, si girano chiavi a molla, si utilizzano stampi e si scrivono lettere. Intanto si scopre una parte meno conosciuta della storia di Omegna: quella delle fabbriche, del design e della produzione di giocattoli e oggetti che hanno reso famoso questo territorio.

Per un bambino il risultato è molto più semplice: si sale metaforicamente su un treno e si parte.

E poi c’è il Barone Lamberto

Per capire fino in fondo il gioco tra realtà e immaginazione bisogna uscire dagli spazi del Parco.

Davanti a Omegna si apre il Lago d’Orta e, poco più in là, emerge dall’acqua l’Isola di San Giulio.

Chi conosce C’era due volte il Barone Lamberto comincerà già a sorridere.

Il Parco propone infatti un’esperienza per famiglie che porta proprio sulle tracce del Barone: si raggiunge Orta San Giulio, si prende il battello e si va alla ricerca della sua casa sull’isola. Tornati a Omegna, l’avventura continua con il Museo Rodari e, a seconda del periodo dell’anno, con una passeggiata narrativa oppure con giochi e laboratori nella ludoteca. L’attività è proposta su prenotazione e coinvolge bambini e adulti.

A quel punto il confine comincia davvero a confondersi.

L’isola esiste. Il battello esiste. Il lago è davanti agli occhi.

E allora perché il Barone Lamberto non dovrebbe essere da qualche parte ad aspettare?

Una terrazza sul lago chiamata “Torta in cielo”

Anche i nomi, a Omegna, sembrano divertirsi.

Sul Monte Zuoli si trovano i Giardini della Torta in cielo, una terrazza naturale affacciata sul Lago d’Orta e sui paesaggi che hanno alimentato l’immaginario rodariano. L’accesso è libero. Sul lungolago si incontra invece il Parco Lamberto, una piccola area verde con installazioni ispirate agli impiegati del celebre Barone.

Sono tappe che permettono di alternare gli spazi al chiuso alle passeggiate e di trasformare la visita in una piccola caccia alle tracce lasciate da Rodari nella sua città.

Anche per i ragazzi più grandi c’è un mistero da risolvere

Se i bambini sono cresciuti e fate, laboratori e racconti cominciano a stare un po’ stretti, il Parco ha pensato anche a loro.

L’escape room “Ventiquattro Elle” riprende C’era due volte il Barone Lamberto. La missione dura fino a 90 minuti: bisogna aiutare una banda di ladri intenzionata a mettere le mani sui tesori del Barone, risolvendo codici, indovinelli ed enigmi.

L’esperienza è pensata per ragazzi, adulti e famiglie con bambini ed è disponibile su prenotazione.

Perché vale il viaggio con i bambini

Omegna non promette l’adrenalina di un grande parco divertimenti. Ed è precisamente questo il suo fascino.

Un bambino torna a casa dopo aver preso un battello alla ricerca di un Barone immaginario, essere salito sulla Freccia Azzurra, aver risolto un indovinello e magari aver scoperto che sbagliare una parola può essere l’inizio di una storia.

I genitori, nel frattempo, si sono regalati il Lago d’Orta, una passeggiata per Omegna e una giornata nella quale non hanno dovuto scegliere tra qualcosa che piacesse ai grandi e qualcosa che divertisse i piccoli.

E alla fine rimane forse la più rodariana delle domande.

Siamo proprio sicuri che il viaggio fosse soltanto per i bambini?

 

0 Commenti

Lascia un commento

Your email address will not be published.